SELEZIONE VINI 

Si parla molto della filosofia del vino, ma ho letto poco o quasi niente sulla filosofia di chi beve il vino.
che tipo è chi beve chianti e che carattere nasconde chi ama il barolo? Dimmi che vino bevi e ti dirò chi sei.

A giugno, pochi giorni fa, ho avuto una degustazione con la mia pasta a Francoforte, da un grossista alimentare che ha trasformato il proprio magazzino in un Cash & Carry arcaico, ma con una nuova filosofia di vendita aperta a tutti, dal ristoratore al negoziante al privato, decisione necessaria quanto coraggiosa ai fini della sopravvivenza. Ormai necessità comune dei vecchi e nuovi grossisti alimentari. La giusta risposta ai grandi gruppi HO.RE.CA. Metro, Fegros Handelshof e via dicendo che dagli anni ottanta fanno di tutto per eliminare il singolo importatore a favore della propria strategia tipica dei conquistadores spagnoli. Artefici quanto simpatizzanti della globalizzazione.
Ma ecco la risposta del singolo, del piccolo imprenditore, quasi sempre straniero che reagisce, come sempre, a inventarsi nuovi stratagemmi per sopravvivere, creando una nuova nicchia di successo, invidiato dai grandi gruppi, incapaci di distruggerli, ma anche di rinnovarsi con facilità data la loro macchinosa struttura burocratica, schiavi di quegli orrendi organigramma che lasciano, come sempre,poco spazio alla fantasia e alla facilità di ristrutturarsi.
Ecco ritrovare facce nuove e vecchie come sempre ad ogni manifestazione di assaggi, facce stanche e abbacchiate dalla serata precedente la fiera perché ci si ritrova e ritrovarsi è bello.. produttori e agenti di cantine di vino e prosecco, rappresentanti di prosciuttifici, salumifici o di pasta, come me, e tanti altre specialità. Di solito alla prima pausa pranzo dove tutti devono provare di tutto dei colleghi ci si conosce, si scambiano i primi commenti e non sono passate che un paio d’ore che già si pensa dove andare insieme a mangiare la sera. Questa volta eravamo tutti invitati dalla ditta Venos, al ristorante Volare della famiglia Lauda, nucleo storico della ristorazione a Francoforte, nel nuovo quartiere dietro la grande torre della fiera: l’Europaviertel. Chi come me, ha già vissuto in quella città (dal `77 al `82 a Neu Isenburg) non può che ammirare come nell’ultimo ventennio Francoforte sia diventata la New York d’Europa con quei palazzi imponenti e non si può non constatare come le banche hanno fatto a gara per far vedere chi ce l’ha più lungo. Più alto volevo dire!
In questi eventi raramente si scoprono novità gastronomiche sconvolgenti, ma può sconvolgere la particolarità di qualche persona, della cultura e dell’esperienza che si porta dietro e dalla capacità di farla notare. È quello in cui, in queste circostanze, vado alla ricerca. Qualcuno che ancora, può in qualche modo sorprendermi con storie e idee.
Bene! Dopo tre ininterrotte ore di cucinare pasta, decido che mi sono meritato un bicchiere di vino e mi sposto dai miei colleghi del settore enologico. Il primo che mi trovo davanti è Alessandro Pecorari produttore di vino dell’omonina azienda agricola del padre Pierpaolo. Non lo conoscevo di persona, ma di lui e dei suoi vini mi ha parlato tantissimo il mio amico Filippo del ristorante Divino a Solingen, quindi ero doppiamente curioso di conoscerlo.

„Lo Chardonnay lo conosco, so che hai un buonissimo Sauvignon.“ Gli chiedo.

“Te lo faccio provare volentieri!” Non ha finito di parlare che con disinvolta eleganze me ne versa mezzo bicchiere, allunga il braccio, me lo porge e aspetta sereno dall’altra parte del tavolino che io lo assaggi. Premetto che non sono un sommelier, ho imparato ad assaggiare i vini e a riconoscerne alcune proprietà, ma la prima cosa che noto subito è se mi piace o no e come tutti i vini alla fine ce ne sono di due categorie: Quelli che piacciono e quelli che non piacciono. Al mio fianco nel frattempo, una mia collega sta sorseggiando lo Chardonnay del 2014. Io aspetto i commenti di lei perché so che lei è un’aspirante sommelier e me ne sto zitto.

“Gradevole! Un ottimo Bouchet, fruttuoso, elegante.. Buono.” E mentre ancora sta gustando

“Sei una donna che ricerca l’armonia.” risponde Alessandro e aggiunge:

“Di solito le persone che bevono Chardonnay sono proprio quelle che desiderano trovare un equilibrio interiore, attirando a se qualcosa di completamente in sintonia col proprio carattere e gusto.” Sono così sorpreso che quasi mi affogo con l’ultimo sorso di vino.

“È cosa mi dici di quelli che bevono Sauvignon?” lo sfidai spontaneamente.

“Sono quelli che amano andare oltre, che vogliono raggiungere mete più alte che ricercano le particolarità nascoste e..”

“..non hanno un equilibrio stabile.” aggiunsi. Lui sorrise con un cenno divertito d’intesa e aggiunse: “Esatto!” Tra una risata e l’altra mi raccontò della cantina e dei suoi giri che si occupava personalmente delle vendite, senonché laureato in Storia moderna e contemporanea presso Università degli Studi di Trieste.. Questa è una storia che bisogna approfondire e sulla filosofia dei bevitori di vino ci ritorneremo.

 

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